Rosito a Boston per l’Erasmus Arbitrale

Pubblicato da Silvia Lucchesi il

Dopo Guidolin, che ha partecipato ad aprile all’Ibercup Estoril, in Portogallo, un secondo arbitro castellano ha preso il volo per partecipare ad una tappa dell’Erasmus Arbitrale. Questa volta, però, il viaggio è stato ben più lungo: il nostro arbitro sezionale Tommaso Rosito, infatti, è approdato a Boston, dove ha partecipato alla Boston International Cup Memorial Day 2026, presentata da New England Surf, Boston Bolts e Premier Soccer Services nell’ambito dell’International Cup Series.

Il torneo si è svolto dal 22 al 25 maggio 2026 e ha visto la partecipazione di ben 800 squadre, che si sono date battaglia nelle categorie dall’Under 8 all’Under 19, sia maschile che femminile, in una competizione di alto livello, con una grande organizzazione, nella cornice della città di Boston, che ospiterà questa estate la Coppa del Mondo FIFA. Prima degli arbitri interazionali che saranno impegnati nel mondiale, però, sono arrivati i 41 arbitri di dieci diverse nazionalità che, grazie a referee abroad, hanno potuto essere impegnati nelle gare del torneo. Tra di loro, quattro veneti: il nostro Tommaso era infatti accompagnato dal componente regionale Federico Modesto e dagli arbitri Balhouh di Rovigo e Rocchetto di Mestre.

“E’ stata un’esperienza incredibile – così ha commentato Rosito i giorni di torneo -:arbitravamo tre o quattro partite al giorno in terne composte da arbitri di diversa nazionalità. Ero di solito impegnato in under 15 o 17, sia come arbitro che come assistente. Negli stessi ruoli, l’ultimo giorno sono stato impegnato in quattro finali: una under 15 e under 17 maschili da arbitro, mentre un’under 17 maschile e femminile da assistente”. Tra i ricordi più belli, proprio una di queste partite: “La partita più bella è stata proprio la finale di Under 15: lo stadio era tutto pieno e le squadre erano davvero molto forti; per di più, si scontravano due college rivali, quindi il ritmo e l’agonismo erano alti, anche se tutti erano molto educati”.

Fuori dal campo, spazio ai legami con gli arbitri italiani e non: “Ci siamo trovati molto bene tra di noi: in campo eravamo tutti attenti e professionali, ma fuori dal campo ci siamo divertiti molto. È stato bello vedere le differenze tra arbitri di diverse nazionalità: alcuni erano simpatici e parlavano di più, altri un po’ meno, ma con tutti c’è stata una bella sintonia in campo e non”.

L’esperienza è stata arricchita anche da visite alla città do Boston, all’acquario e al TD garden, oltre che nella permanenza, per le giornate di torneo, nel Babson College, cosa che ha permesso ai ragazzi di vivere a tutto tondo l’autentica “esperienza americana”.

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