Così nasce l’arbitro élite del futuro: Gianni Bizzotto a Malta per il 16th Course for Referee Fitness Instructors

Pubblicato da Silvia Lucchesi il

“Proximity is credibility”: questo il filo conduttore del “Refereeing Symposium – 16th Course for Referee Fitness Instructors”, uno degli appuntamenti di riferimento a livello europeo per i preparatori atletici del settore arbitrale, organizzato dalla UEFA e svoltosi a Malta dal 23 al 28 marzo 2026 sotto la guida del professor Werner Helsen. Con cadenza biennale, infatti, la UEFA organizza corsi di formazione specialistici dedicati ai vari settori arbitrali, inclusa la preparazione atletica. Tra i 55 preparatori atletici coordinatori degli arbitri d’élite delle Federazioni associate partecipanti all’evento, a rappresentare l’Associazione Italiana Arbitri c’era Gianni Bizzotto, associato della Sezione di Castelfranco Veneto e responsabile del modulo preparazione atletica del Settore Tecnico dell’Associazione Italiana Arbitri.

Nel corso dell’importante evento sono stati affrontati temi d’avanguardia: dall’integrazione dell’intelligenza artificiale ai nuovi fitness test, dalle esercitazioni integrate sul campo con l’ausilio di monitor all’utilizzo del GPS, fino allo sviluppo della forza, fondamentale sia per la prevenzione degli infortuni che per l’incremento della velocità. Dalle sessioni pratiche sul campo al monitoraggio in tempo reale, emerge dunque un approccio sempre più moderno e scientifico alla preparazione arbitrale.

In modo particolare, Bizzotto ha presentato un intervento dal titolo “The Architecture of Excellence: Profiling and Developing the Young Elite Referee”, offrendo una sintesi strutturata delle qualità ritenute essenziali per la crescita dei giovani direttori di gara. Così Bizzotto spiega l’intervento: “Il contributo che ho presentato è nato da un lavoro condiviso tra i 55 preparatori atletici UEFA. Prima del simposio, infatti, ai partecipanti è stato chiesto di attribuire un ordine di importanza alle caratteristiche fondamentali per permettere a un giovane arbitro di raggiungere il livello d’élite”. Un esercizio collettivo che ha consentito di delineare un quadro comune, pur nel rispetto delle diverse esperienze ed esigenze nazionali: “Ognuno di noi ha espresso la propria valutazione – ha continuato Bizzotto – e personalmente ho costruito il mio giudizio anche sulla base dell’importante esperienza maturata come componente del Comitato Regionale Arbitri Veneto e del Settore Tecnico”.

Il risultato è un quadro articolato in cui la preparazione atletica resta alla base dell’autorevolezza dell’arbitro moderno: se negli anni ’80 e ’90, infatti, il direttore di gara poteva eccellere anche solo grazie a istinto e carisma, oggi la componente fisica è determinante e la prossimità all’azione diventa un elemento chiave per costruire credibilità, perché un arbitro allenato è lucido e credibile.  Tuttavia, la performance arbitrale non si esaurisce nella condizione atletica: emergono con forza anche le capacità di lettura tattica, poiché è fondamentale saper leggere l’azione e comprendere le dinamiche di gioco. A completare il profilo dell’arbitro d’élite interviene poi l’equilibrio psicologico, importante per reagire prontamente a un errore.

 Al centro del dibattito internazionale sulla formazione arbitrale c’è sempre più, dunque, la costruzione di un profilo completo, capace di coniugare prestazione fisica, conoscenza tattica, lucidità decisionale e solidità mentale. Così Bizzotto ha commentato l’evento: “I valori di cui si è parlato nel corso dell’evento, che condivido appieno, sono anche quelli che il nostro Settore Tecnico trasmette ai giovani che desiderano emergere dall’anonimato attraverso dedizione e mentalità vincente: eventi come questo ci fanno capire che siamo sulla strada giusta”. Una direzione chiara, che conferma come la formazione arbitrale sia sempre più orientata alla costruzione di atleti completi e pronti alle sfide del calcio moderno.