CALCIO, AMICIZIA E CRESCITA: ERASMUS ARBITRALE A ESTORIL PER TOMMASO GUIDOLIN
Pubblicato da Silvia Lucchesi il
Dal 31 marzo al 5 aprile, a Cascais, in Portogallo, si è svolta l’Ibercup Estoril, uno dei tornei giovanili più importanti a livello internazionale. Alla manifestazione hanno partecipato squadre d’élite provenienti da tutto il mondo, sia maschili che femminili, che si sono date battaglia nelle categorie dall’Under 17 all’Under 10 maschile e femminile. Accanto ai club, è stata protagonista anche un’altra squadra: quella degli arbitri, composta da circa 130 ragazzi provenienti da Spagna, Stati Uniti, Francia e Italia. Tra loro, il nostro Tommaso Guidolin, arbitro in forza all’Organo Tecnico Regionale, che ha avuto l’opportunità di vivere questa importante esperienza di respiro internazionale.
Per Guidolin si è trattato del primo confronto con il panorama internazionale. Tommaso ha diretto diverse gare, sia nel ruolo di arbitro che in quello di assistente, collaborando con colleghi di differente nazionalità, in terne spesso miste: “E’ stato molto interessante osservare le differenze nell’arbitraggio tra i vari paesi, influenzate dalle rispettive culture, che si riflettono anche nel modo di interpretare il calcio”. Non sono mancati i momenti di confronto con osservatori internazionali, che hanno valutato le prestazioni arbitrali di Tommaso, offrendo importanti spunti di crescita: “Mi hanno proposto chiavi di lettura diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati in Italia. Sono certo che, una volta tornato in Veneto, saprò fare tesoro dei loro consigli”. Dal punto di vista tecnico, l’esperienza è stata arricchita anche dall’utilizzo di strumenti tecnologici nuovi: “Durante le partite, abbiamo utilizzato anche bandierine elettroniche e sistemi di comunicazione con auricolari: è stato molto formativo provarli e comprenderne l’impatto sulla gestione della gara”.
Spazio però anche alla dimensione umana, oltre che a quella tecnica: “Con gli altri italiani si è creato un bellissimo gruppo – ha commentato Tommaso – : siamo andati allo stadio del Benfica e a visitare un parco con Faverani. Il giorno delle finali, poi, eravamo tutti in tribuna a supportare i nostri colleghi in campo: al di là delle varie regioni di provenienza, è stato bello creare un legame basato sulla nostra passione e che spero possa durare nel tempo”. L’amicizia, però, non è stata limitata ai confini nazionali: “Ho scambiato magliette con arbitri francesi e spagnoli e monete con un americano: sono oggetti che conserverò per sempre”.
Nei ricordi più belli di Tommaso due partite: “Mi ricorderò a lungo una partita di Under 17 che ho diretto, tra una squadra portoghese e una tedesca, con stili di gioco completamente diversi e una forte componente agonistica legata anche alla nazionalità. È stata molto intensa anche una partita di Under 15 femminile tra Porto e Casa Pia, due squadre portoghesi che, in una sorta di derby, volevano vincere a tutti i costi”.
Un’esperienza che va oltre il campo, capace di unire culture diverse sotto un’unica passione: il calcio e l’arbitraggio. Un bagaglio che Tommaso porta con sé al ritorno in Italia, con uno sguardo divenuto più ampio, sia sullo sport che sul mondo che lo circonda.